La Certosa è uno dei luoghi più suggestivi di Bologna.
Non solo un cimitero: le storie dei grandi bolognesi del passato si intrecciano al verde che circonda le opere d’arte costruite per mantenere vivo il loro ricordo.
Un percorso nei sotterranei della Certosa di Bologna alla scoperta delle storie di uomini, donne e bambini vissuti più di un secolo fa, oggi custodite in loculi dimenticati e spesso privi di memoria.
La visita, curata e condotta a due voci da Mirarte e Beccamorta, nota appassionata di cimiteri e delle storie che nascondono, intreccia il racconto storico e culturale del cimitero con le vicende personali dei suoi abitanti.
Dopo un’introduzione dedicata alla storia della Certosa e alla parte sotterranea, si scenderà nei suoi corridoi per incontrare alcune delle persone che vi sono sepolte: attraverso la lettura delle loro storie e delle cronache dell’epoca, Beccamorta ne restituirà la voce e la memoria, mentre la guida accompagnerà il pubblico nella comprensione del contesto storico e sociale in cui quelle vicende si svolsero.
Ogni defunto diventa così una piccola tessera di un grande puzzle: quello della storia di Bologna. Perché anche le storie più dolorose, dimenticate e apparentemente lontane possono ancora raccontarci moltissimo della città e della società che le ha vissute.

In origine fu la Certosa
LA STORIA
Il monastero di San Girolamo della Certosa, nucleo originario dell’attuale cimitero, fu fondato alla metà del 1300 fuori dall’area urbana.
Nel 1796 le soppressioni degli ordini monastici, volute da Napoleone Bonaparte, portarono alla chiusura di conventi e monasteri. I religiosi furono rimandati alle famiglie d’origine mentre i locali vennero riutilizzati per fini civili o venduti a privati.
La Certosa rimase a lungo inutilizzata, poiché troppo vasta e collocata al di fuori dell’area urbana.
…La nascita del Cimitero
Nel 1801 il Comune di Bologna decise la creazione di un grande cimitero extraurbano, dove convogliare tutte le salme dei bolognesi che in precedenza erano sepolti presso le singole parrocchie. I ricchi, infatti, trovavano ospitalità nelle cappelle gentilizie, mentre i poveri venivano seppelliti in terra nei piccoli cimiteri annessi alle chiese.
Da allora il Cimitero della Certosa accoglie i bolognesi, rappresentando un libro aperto sulla storia, un grande museo a cielo aperto che racconta le vicende nei nostri antenati a chi le sa ascoltare.
ATTENZIONE:
Per fotografare all’interno del complesso occorre avere il permesso che viene rilasciato gratuitamente e UNICAMENTE dagli uffici dei Servizi Cimiteriali. Scaricare qui il modulo FOTO, compilarlo e inviarlo, insieme alla scansione di un documento di identità all’indirizzo direzione@bolognaservizicimiteriali.it (tel. 051.6150882) qualche giorno prima della visita guidata.