Un colle, un’immagine devota, una storia, una città, un’identità territoriale e culturale…. il Santuario di San Luca è questo e moltissime altre cose.
I bolognesi la amano moltissimo e vivono il santuario e il suo lunghissimo portico in molti modi. Quando, di ritorno da un viaggio, si scorge la sua inconfondibile silhouette sul colle in lontananza si pensa subito “siamo a casa”.

La tradizione racconta di un’immagine della Madonna con il bambino chiamata “di San Luca” presente nella basilica di Santa Sofia a Costantinopoli che recava una scritta paricolare “questa immagine vuole essere venerata al Colle della Guardia”.
Sarà un pellegrino direttamente dall’oriente attraverso un viaggio avventuroso, ma sempre guidato dalla volontà divina, a condurre l’immagine fino al nostro colle.
Dalla leggenda alla storia…. tutto ha inizio con un piccolo e significativo gesto, quello di una giovane donna Angelica che sceglie il colle della Guardia come luogo raccolto di preghiera lontano dal frastuno della vita quotidiana.
Di lì a poco altre donne si uniranno a lei e questa piccola comunità custodirà sempre una venerata immagine di Maria.
Il “miracolo della pioggia” renderà quest’immagine la più celebre e celebrata della città. Nel 1433 dopo piogge terrificanti che devastavano coltivazioni con pericolo di carestia si decise di appellarsi alla protezione della Madonna di San Luca e di portare dentro le mura della città la sacra immagine. Appena varcata la porta della città la pioggia si fermò e tornò il bel tempo. Da allora ogni anno, si ripete la processione che porta la beata vergine Maria in città.
La crescente devozione dei bolognesi ha poi portato materialmente alla costruzione del famoso portico – il più lungo al mondo! – e del Santuario come adesso lo vediamo, riccamente decorato da affreschi, preziose pale d’altare di due mostri sacri dell’arte come Guido Reni e Donato Creti.
La Madonna di San Luca e il giubileo 2025 (testo del Rettore mons. Remo Resca)
Grazia proprio di questo giubileo é la speranza. “Peregrinante in Spe” é il motto. In cuori e in mondi gravati, da molti motivi di preoccupazione, la salita al Santuario offre un luogo dove deporre i propri fardelli e ritornare con motivi di fiducia.
Il mistero di una maternità, potente e affettuosa, collegata a Cristo nel simbolo della montagna “ Exibit salvatio de monte” da un accompagnamento di Maria. Sempre e a tutti ripete l’espressione della prima apparizione storica a Guadalupe: “perché ti preoccupi? Non ci sono qua io, che sono tua madre!”
Fa parte di Bologna Estate 2025, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.
Grazie a GUIDO BARBI per le foto, guarda qui il suo BLOG