
Una visita a “foto” libera, un’occasione speciale in cui tutti potranno fotografare per cogliere il riflesso più emozionante, il dettaglio più struggente seguendo la poetica narrazione tra i capolavori della Certosa.
Un turno al tramonto per assaporare la luce calda sul finire del giorno
Un turno alla sera per giocare con ombre profonde e luci colorate
Armati di macchina fotografica o di cellulare, passeggiando tra chiostri e gallerie, potrete catturare un dettaglio, un volto, un’espressione, un’emozione.

Chi saprà “mirare” al cuore di tutti noi?
Chi avrà piacere e vorrà “giocare” con noi potrà inviare a Mirarte la fotografia che riterrà migliore tra quelle scattate.
Noi di Mirarte insieme al nostro fotografo di fiducia GUIDO BARBI – qui il suo blog – sceglieremo i 3 scatti più belli che verranno pubblicati sui social;
i primi tre classificati riceveranno un omaggio e il vincitore verrà premiato con un voucher del valore di 2 visite guidate.
I partecipanti non potranno rallentare lo svolgimento della visita.
Foto di Angelo Scaramagli e Luca Strambi
ATTENZIONE:
SOLO E UNICAMENTE IN OCCASIONE DI QUESTA VISITA TUTTI I PARTECIPANTI AVRANNO UN PERMESSO FOTOGRAFICO CUMULATIVO VALIDO SOLO PER LA DATA DELLA VISITA PRESCELTA
Il Cimitero della Certosa
Il monastero di San Girolamo della Certosa, nucleo originario dell’attuale cimitero, fu fondato alla metà del 1300 fuori dall’area urbana.
Nel 1796 le soppressioni degli ordini monastici, volute da Napoleone Bonaparte, portarono alla chiusura di conventi e monasteri. I religiosi furono rimandati alle famiglie d’origine mentre i locali vennero riutilizzati per fini civili o venduti a privati.
La Certosa rimase a lungo inutilizzata, poichè troppo vasta e collocata al di fuori dell’area urbana.
…La nascita del Cimitero
Nel 1801 il Comune di Bologna decise la creazione di un grande cimitero extraurbano, dove convogliare tutte le salme dei bolognesi che in precedenza erano sepolti presso le singole parrocchie. I ricchi, infatti, trovavano ospitalità nelle cappelle gentilizie, mentre i poveri venivano seppelliti in terra nei piccoli cimiteri annessi alle chiese.
Da allora il Cimitero della Certosa accoglie i bolognesi, rappresentando un libro aperto sulla storia, un grande museo a cielo aperto che racconta le vicende nei nostri antenati a chi le sa ascoltare.