S. Maria della Vita: santuario, oratorio e nuovo percorso espositivo
9535
wp-singular,portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-9535,wp-theme-bridge,wp-child-theme-bridge-child,bridge-core-3.3.4.5,qode-optimizer-1.2.3,,qode-title-hidden,qode_grid_1200,qode-smooth-scroll-enabled,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-30.8.8.5,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,qode-portfolio-single-template-4,wpb-js-composer js-comp-ver-8.7.2,vc_responsive
smvita big

S. Maria della Vita: santuario, oratorio e nuovo percorso espositivo

Visita a uno dei complessi più straordinari della città arricchito dal nuovo percorso espositivo in occasione del Giubileo 2025

 

13/04/25 | ore 15.30

 

 

Una visita guidata accompagnati dalle guide turistiche di Mirarte alla scoperta dell’inesauribile patrimonio storico e culturale della città di Bologna.

“Infuriate dal dolore, dementate dal dolore erano le Marie.
Una, presso il capezzale, tendeva la mano aperta come per non vedere il volto amato; e il grido e il singulto le contraevano la bocca, le corrugavano la fronte il mento il collo.
Ascoltami. Puoi tu imaginare che cosa sia l’urlo pietrificato?
Puoi tu imaginare nel mezzo della tragedia cristiana l’irruzione dell’Erinni?”
Gabriele D’Annunzio, “Le Faville del Maglio”, 1924

 

 

Un percorso museale che racconta la storia e l’arte di un complesso unico nel cuore di Bologna, pronto per il Giubileo del 2025
Santa Maria della Vita si rinnova e accresce la sua attrattività museale: da oggi i visitatori potranno immergersi in un unico racconto che parte dal Santuario e sale fino all’Oratorio intrecciando arte, storia e spiritualità, grazie alla collaborazione tra Fondazione Carisbo e Opera Laboratori, nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae.

 

Il nuovo allestimento museale propone un percorso che abbraccia tutte le anime del complesso, dal celebre “urlo di pietra”, l’opera in terracotta del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca custodito nella chiesa, all’imponente gruppo scultoreo del Transito della Vergine di Alfonso Lombardi conservato nell’oratorio.

 

 

 

Considerato il più importante complesso scultoreo in terracotta di tutto il Rinascimento italiano, il Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dall’Arca è un’opera d’arte di eccezionale potenza espressiva, che nel corso dei secoli ha affascinato studiosi e intellettuali.

L’espressione “urlo di pietra” ancora oggi rappresenta l’immagine più intensa per descriverne l’esasperato realismo e la straordinaria drammaticità compositiva.

 

Modellato tra 1463 e 1494, fu commissionato all’artista dalla Confraternita dei Battuti Bianchi fondata due secoli prima e qui stanziatasi per assistere malati e bisognosi: originariamente in terracotta policroma, il Compianto si sviluppa attorno al corpo morto di Cristo, corpo sofferente ed emaciato attorno al quale si dispongono le figure a semicerchio, tutte a grandezza naturale.

 

 

 

L’Oratorio, gioiello del barocco bolognese, è unico in città per il soffitto alla veneziana.

Edificato nel Quattrocento per la Confraternita dei Battuti, fu ricostruito tra il 1604 e il 1617, conserva due capolavori storici: il gruppo in terracotta di Alfonso Lombardi, il Transito della Vergine (1519-1522), e la pala d’altare Madonna col Bambino e Santi di Giovanni Francesco Bezzi, detto il Nosadella (1564).

 

La decorazione iconografica intreccia il culto mariano alla devozione per il Beato Raniero. La volta presenta tre grandi tele dedicate alla Madonna, con al centro l’Incoronazione della Vergine (1628 ca.), attribuita a Menghino del Brizio. Sulle pareti laterali, le statue dei santi protettori di Bologna, realizzate da Alessandro Algardi, arricchiscono lo spazio, mentre il pavimento in battuto alla veneziana, rifatto nel Settecento, richiama l’eleganza dei marmi.

 

 

 

Tra le novità principali, il riallestimento degli spazi espositivi dell’oratorio con una collezione permanente di opere provenienti dalle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo, valorizzando alcuni tra i più significativi dipinti della tradizione artistica bolognese solitamente non accessibili perché protetti nei caveau.

 

La selezione copre un arco temporale che va dalla fine del Cinquecento agli inizi dell’Ottocento e include autentici capolavori come la Sibilla Samia di Guercino, Porzia che si ferisce alla gamba di Elisabetta Sirani, Lucrezia Romana di Guido Reni e l’Autoritratto di Donato Creti, oltre a opere di grande rilievo di Denys Calvaert, Giuseppe Maria Crespi, i fratelli Gandolfi (Ubaldo e Gaetano), Pietro Fancelli e Pelagio Palagi.

 

 

Un pezzo di particolare eccezionalità è il Gioiello del Re Sole, ora esposto stabilmente a Santa Maria della Vita e visibile al pubblico per tutto l’anno, in luogo della consueta esposizione limitata alla sola giornata del 10 settembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie a GUIDO BARBI per le foto >> CLICCA QUI << per vedere la pagina del suo blog dedicata a S. Maria della Vita

Logo Mirarte

MIRARTE è social! Seguici sui nostri canali facebook e instagram per rimanere sempre aggiornato sugli eventi!

GIORNO

Domenica, 13 aprile 2025

ORA

15.30

RITROVO

via Clavature 8 (all’ingresso della chiesa)

COSTO

€ 20

COSA INCLUDE

Visita guidata + Radiocuffie + biglietto d’ingresso

GUIDA

Ilaria Francia

DURATA

1h30

Hai bisogno di aiuto con la prenotazione?

L’assistenza clienti risponde per email all’indirizzo mirartecoop@gmail.com

Termini di cancellazione delle prenotazioni

  • Cancella gratuitamente la tua prenotazione fino a 15gg prima della visita *
  • Rimborso di 12€ se la cancellazione avviene tra 15gg e 72 ore prima della visita *
  • Nessun rimborso se la cancellazione avviene dopo le 72 ore precedenti la visita.

* Il rimborso è emesso come buono-acquisto utilizzabile su mirartecoop.it