
Con questa visita guidata “ricuciamo una ferita” vecchia di 80 anni ed entriamo nella cuore della storia dello Studio bolognese.
L’incursione aerea del 29 gennaio 1944 colpì la parte più preziosa del palazzo distruggendo il Teatro Anatomico, i Cubicola Artistarum e Legistarum e soprattutto la Cappella di Santa Maria dei Bulgari totalmente affrescata da Bartolomeo Cesi.
Oggi, dopo 80 anni, una ricostruzione digitale in ambiente virtuale, realizzata in occasione della mostra sul pittore, ci permette di rivedere in ogni minimo dettaglio gli antichi affreschi di Bartolomeo Cesi. Sarà una vera emozione!
Da qui partiremo per visitare TUTTE le sale storiche del palazzo, per una visita completa ed esausitiva.
Il palazzo dell’Archiginnasio è stato la prima sede unificata dell’Università di Bologna, la più antica d’Europa, costruito dal 1563 per volontà del governo papale.
Particolari che lo rendono famoso e hanno suscitato l’ammirazione di visitatori e studiosi di tutti i tempi, sono gli stemmi che ricoprono ogni spazio libero della struttura.
La ricchissima decorazione costituisce un complesso araldico murale eccezionale.
Gli stemmi dovevano rafforzare l’idea di autorità e di potere dell’istituzione enfatizzando la storia e il prestigio della tradizione accademica.
Attraverso questi abbiamo la testimonianza davvero di provenienze da tutte le parti del mondo!
Ammireremo i monumenti alla memoria dei professori, monumenti di gratitudine pagati spontaneamente dagli studenti a riprova della grande considerazione riservata a coloro che potevano trasmettere la cosa più importante: la conoscenza.
Straordinario poi il Teatro Anatomico dove si svolgevano le dissezioni dei cadaveri, progettato nel 1637 e costruito in legno. È decorato con statue di celebri medici dell’antichità e famosi anatomisti dello Studio bolognese.
La cattedra del lettore è fiancheggiata dalle famose statue degli “Spellati“. Nel soffitto a cassettoni sono rappresentate quattordici costellazioni e al centro Apollo, nume protettore della medicina.
Se libera vedremo anche la Sala dello Stabat Mater – antica Aula Magna dei Legisti – cosiddetta in memoria della prima esecuzione, tenutavi il 18 marzo 1842, dello Stabat Mater di Gioachino Rossini, sotto la direzione di Gaetano Donizetti.
Infine entreremo nel Cubiculum Artistarum, prestigiosa sede della Società Agraria: colpito anch’esso dalla bomba nel ’44, oggi resta visibile solo una piccola parte degli affreschi di Ottaviano Mascarino e Lorenzo Fiorini che ricoprivano la volta e le pareti.