Un capolavoro dei Carracci: palazzo Magnani
Visita guidata alle celeberrime “Storie della fondazione di Roma” e alla raffinata collezione di palazzo Magnani
17/04/25 | ore 15.00

A due passi dalle Due Torri, si trova palazzo Magnani Salem, ora sede della Unicredit banca.
Nello splendido palazzo cinquecentesco, opera di Domenico Tibaldi, si trova il più bel fregio dei Carracci, le famose “Storie della fondazione di Roma”, affrescate nella sala senatoria. Opera collettiva della maturità dei tre Carracci – artisti che hanno rivoluzionato la pittura bolognese e non – precede le grandi prove personali come quella romana di Annibale nella stupefacente Galleria Farnese.

Probabilmente il capolavoro architettonico di Domenico Tibaldi, fratello del più noto Pellegrino, Palazzo Magnani è una delle dimore signorili più grandi e sontuose del centro di Bologna.
I lavori iniziarono nel 1577 per volontà di Lorenzo Magnani, erede di una casata dalle modeste origini (probabilmente fabbri o maniscalchi) che nel tempo aveva saputo guadagnarsi un posto tra le famiglie più ricche della città. L’amicizia con i potenti Bentivoglio non aveva portato però a quel riconoscimento sociale fondamentale per essere consacrati tra le famiglie nobili di serie A e con la successiva caduta dei Bentivoglio anche i sogni di gloria si erano affievoliti.

La casata si impegnò, quindi, in un’opera di risalita sociale e politica legandosi stavolta al potere pontificio.
Figura chiave del ritrovato prestigio sociale dei Magnani fu Vincenzo, cugino di Lorenzo. Valoroso condottiero pontificio, Vincenzo si distinse nella bonifica dei territori dello Stato della Chiesa da briganti e banditi, guadagnandosi così la gratitudine di papa Sisto V. Gratitudine che finalmente nel 1590 portò a Lorenzo Magnani, cugino di Vincenzo, l’agognato seggio senatorio nonostante le forti resistenze del vecchio ceto magnatizio bolognese.

Per celebrare questo prezioso successo Lorenzo Magnani decise di rivolgersi ai pittori più all’avanguardia del momento – Ludovico, Annibale e Agostino Carracci – per decorare il salone del piano nobile.
La scelta del tema cadde sulle storie della fondazione di Roma o storie di Romolo e Remo. Tema ovviamente non casuale che rende evidente omaggio alla Città sede del potere pontificio, verso il quale Lorenzo era debitore per la nomina a senatore: in questo modo Lorenzo proclamava la sua fedeltà a Roma e la sua totale obbedienza al pontefice.

Fonte primaria per il ciclo di affreschi è la vita di Romolo narrata nelle Vite Parallele di Plutarco.
Quattordici riquadri raccontano la storia dal ritrovamento dei gemelli Romolo e Remo lungo il corso dell’Aniene all’apparizione di Romolo, ormai divinizzato, che predice a Proculo il destino di grandezza che attende Roma a patto che il suo popolo osservi prudenza e dimostri forza.
Qui i Carracci – che già si erano distinti 6 anni prima in palazzo Fava – sono ormai artisti maturi e portano il fregio dipinto a vertici di bellezza e complessità straordinari. Lo schema è sempre quello del “quadro” appoggiato alla parete tra termini architettonici statuari, ma la complessità, la ricchezza, la varietà materica dei gruppi decorativi che affiancano le storie sono incredibilmente aumentati ed è proprio questo uno degli elementi di maggior innovazione rispetto allo schema del fregio precedente.
Telamoni scultorei che reggono il soffitto, putti o satiri “vivi”, giovanetti bronzei, maschere finte in stucco dalle espressioni più varie, una ricchissima ghirlanda di fiori e frutti che corre lungo tutte le pareti, infine, sotto ogni episodio, la targa ovale con il motto latino che sintetizza il significato dell’affresco.
Il ciclo di palazzo Magnani è una pietra miliare della pittura bolognese ma non solo! Molte delle invenzioni qui sperimentate saranno riprese da Annibale nella Galleria Farnese, punto di svolta della pittura barocca. Ecco perchè le Storie della fondazione di Roma sono considerate una prefigurazione della decorazione barocca.
La critica moderna ha provato a distinguere la paternità delle singole scene, quasi mai concordemente, ma quando i contemporanei chiedevano a quei tre chi di loro avesse fatto cosa essi rispondevano in coro: “ella è de’ Carracci, l’abbiamo fatta tutti noi”

A seguire visita alla Quadreria del palazzo, un’importante collezione di quadri, prevalentemente di scuola bolognese, dal Cinquecento al Novecento, periodicamente arricchita da nuove opere. Figurano grandi nomi del panorama artistico della città come Dosso Dossi, i Carracci, Guercino, Tiarini, Fontana, Cantarini, Crespi, Gandolfi, Morandi. Una splendida sezione espone invece le geniali terracotte di Cleto Tomba.
Grazie a GUIDO BARBI per le foto >> CLICCA QUI << per la pagina del suo blog dedicata a palazzo Magnani
Giovedì 17 aprile 2025
15.00
Via Zamboni 20 (all’ingresso della Palazzo)
€ 10 (in collaborazione con Bologna Welcome)
Visita guidata + radioguida
Ilaria Francia
2h
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L’assistenza clienti risponde per email all’indirizzo mirartecoop@gmail.com
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