Faenza: una città che non ti aspetti
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Faenza – una città che non ti aspetti

Alla scoperta dei capolavori straordianri del MIC, del neoclassico Palazzo Milzetti e di un teatro nascosto

 

14/03/2026 | tutto il giorno

 

 

Una visita guidata accompagnati dalle guide turistiche di Mirarte alla scoperta dell’inesauribile patrimonio storico e culturale di Faenza

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Andiamo alla scoperta di Faenza e dei suoi tesori.

 

Ritrovo ore 9.45 davanti a Palazzo Milzetti, via Giulio Cesare Tonducci, 15
Possibilità di prendere il terno da Bologna per Faenza alle 8.34 con arrivo alle 9.15

 

PALAZZO MILZETTI

Palazzo Milzetti, sede del Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna dal 2001, è una delle dimore neoclassiche più importanti d’Italia.

Un luogo in cui architettura, pittura, scultura e arti applicate si fondono in un insieme capace di raccontare la cultura aristocratica di una famiglia del pieno periodo napoleonico.

Il nome del palazzo è legato a quello della famiglia Milzetti che ne divenne proprietaria all’inizio del 1600 per poi rinnovarlo completamente tra la fine del ‘700 e l’inizio dell ‘800.

 

 

Nicola Milzetti, infatti, affidò la ristrutturazione all’architetto faentino Giuseppe Pistocchi, a cui sono riferite l’imponente facciata esterna e il doppio loggiato sul lato del giardino.

 

Il figlio di Nicola, Francesco Milzetti, intorno al 1800-1802 coinvolse nei lavori Giovanni Antonio Antolini, uno dei principali architetti del periodo che con il suo gusto per forme solenni e nitidi volumi intervenne nella progettazione del Salone d’Apollo e forse predispose gli spazi per l’intervento straordinario del pittore Felice Giani.

 

 

Fu soprattutto Giani, in collaborazione con una bottega d’artisti di cui fecero parte anche il pittore Gaetano Bertolani e gli scultori e plasticatori Antonio Trentanove, Giovan Battista e Francesco Ballanti Graziani, a realizzare questo vero capolavoro, uno dei migliori tra quelli da lui eseguiti nella sua lunga carriera errabonda.

 

 

 

Un luogo perfetto per esaltare l’alto lignaggio di Francesco Milzetti, allora Cavaliere dell’Ordine di Santo Stefano, con un’avviata carriera politica filofrancese e massona che lo portò a divenire, poco dopo, Colonnello della Regia Guardia d’Onore e capo della Compagnia di Romagna.

 

Il Tempio di Apollo, ovvero il salone ottagonale dedicato al mito del dio del sole ed arredato con mobili disegnati dallo stesso Giani;

 

la sala delle feste, con episodi dell’Eneide, la stanza con le Allegorie della pace e della guerra, l’alcova, la sala del camino con pareti tappezzate con i drappi originari, la stanza nuziale con il Ritorno di Ulisse, il Gabinetto d’amore con l’Allegoria delle stagioni, la straordinaria sala da bagno in stile pompeiano con decorazioni azzurre su fondo nero.

 

 

 

TEATRO MASINI

Il Teatro Masini è un perfetto esempio di teatro all’italiana ed insieme uno degli esempi più rappresentativi dell’architettura neoclassica in Italia. Dal 1903 è intitolato al celebre tenore Angelo Masini.

 

Costruito dall’architetto Giuseppe Pistocchi (1744-1814) su incarico dell’Accademia dei Remoti, un cenacolo di intellettuali ed artisti faentini che si era costituito nel 1673. La costruzione ebbe inizio nel 1780; l’inaugurazione avvenne il 12 maggio del 1788.

Il teatro si compone di portico, atrio, sala dell’uditorio, con cavea formata da quatto ordini di palchi, più il loggione.

Ciascun ordine di palchi è estremamente caratterizzato: sopra l’alto basamento della platea si apre il primo ordine con palchi suddivisi da colonne “pestane”.

Il parapetto del secondo ordine è costituito da una sequenza di metope a bassorilievo di Antonio Trentanove (1742-1812) che non ha precedenti in Italia: rappresentano alternativamente soggetti mitologici e soggetti di storia romana.

Il secondo e il terzo ordine sono inquadrati da colonnato corinzio con architrave. I palchi del terzo ordine sono invece caratterizzati da balaustrine.

Al Quarto ordine i palchi sono suddivisi da una serie di statue addossate a pilastrini: anche le statue sono opera del Trentanove e rappresentano gli Dei dell’Olimpo ed alcune Muse.

 

A conclusione della cavea sta il loggione, sui cui muri perimetrali poggia attualmente il soffitto, tramite un sistema di archeggiature e sesto acuto. Il soffitto reca al centro un rosone con attorno figure allegoriche.

 

 

 

RIDOTTO DEL TEATRO MASINI E SALA DEI CENTO PACIFICI

Il “Ridotto” è parte integrante del Teatro Masini;

Come era conusetudine nel XVIII secolo, per realizzare un collegamento fra i Palazzi Comunali e i Teatri e così anche per il Teatro Masini e Palazzo Manfredi, annessa al Ridotto si trova la magnifica Galleria dei Cento Pacifici.

La Galleria dei Cento Pacifici è una sala progettata da Giuseppe Pistocchi, che si pregia delle magnifiche decorazioni in tutte le pareti e al soffitto del pittore e decoratore d’interni Felice Giani (1758-1823), realizzate in collaborazione con il quadraturista Serafino Barassi e delle grandi statue di Antonio Trentanove (1745-1812), lo stesso artista che ha realizzato l’imponente corona di cariatidi che caratterizza il loggione del Teatro.

 

13.00 PRANZO LIBERO

 

MIC – MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE IN FAENZA – un muso unico al mondo!

Faenza è in tutto il mondo sinonimo di ceramica (Faenza – Faïence).

Per secoli le manifatture faentine hanno rivestito un ruolo di fondamentale ispirazione per la produzione ceramica europea.

 

A celebrare quell’ininterrotta tradizione Gaetano Ballardini fondò nel 1908 il Museo Internazionale delle Ceramiche. Oggi il MIC è punto di riferimento per la ceramica antica, moderna e contemporanea, nazionale ed internazionale.

 

E’, nel suo genere, la più grande e ricca raccolta al mondo: il suo patrimonio storico artistico ammonta a circa 60.000 pezzi.

Ospita l’incontro tra le culture ceramiche di ogni tempo e luogo: lo testimoniano opere provenienti dall’Estremo Oriente, dalla Siria, dall’Iran, dall’Egitto, dalla Turchia, dal Sud America.

 

La nostra visita si concentrerà in particolare sulla storia della ceramica faentina e italiana spaziando dall’arte classica fino alla contemporaneità.

 

 

Il Museo è un unicum nel panorama nazionale e internazionale, lo testimoniano gli incomparabili capolavori italiani del Rinascimento, le opere di Picasso, Matisse, Chagall, Leger, Burri, Fontana e altri innumerevoli esempi di eccellenza.

 

 

Il MIC è inoltre un vero polo culturale ceramico, ospita una Biblioteca Storica, un Laboratorio di Restauro, Archivi fotografici e documentari e pubblica dal 1913 la rivista specialistica di ceramica Faenza.

Organizza inoltre il “Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte – Premio Faenza, una delle biennali più significative e prestigiose nel campo della ceramica d’arte

 

 

L’UNESCO lo ha posto tra i siti promotori di culture di pace come “MIC espressione dell’arte ceramica nel Mondo”

 

 

 

18.30 ripartenza da Faenza
Possibilità di prendere il Treno Faenza-Bo delle 18.41 (arrivo alle 19.26)
oppure il Treno Faenza-BO delle 19.43 (arrivo alle 20.26)

 

Foto Marco Cavina – sito del Ministero dei Beni Culturali

GIORNO

Sabato 14 marzo 2026

ORE

09.45

RITROVO

09.45 davanti a Palazzo Milzetti, via Giulio Cesare Tonducci, 15
per chi viene in treno consigliamo treno Regionale 08.34

QUOTA

€ 70,00

COSA INCLUDE

visita guidata + radioguide + ingressi

NON INCLUDE

viaggio in treno, pranzo

GUIDA

Ilaria Francia

DURATA

Tutto il giorno

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Termini di cancellazione delle prenotazioni

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